E’ un nuovo viaggio ad Assisi. Da quando sto con Laura ci siamo venuti praticamente tutti gli anni, e ogni volta è una specie di sorpresa.
Questa volta alloggiamo in centro, e la città è ancora addobbata con le luminarie di Natale; forse sono un po’ pacchiane, ma la Basilica mantiene il suo fascino austero. Nella piazza accanto, la piazza “nuova”, c’è un grande albero di Natale addobbato con luci bianche, e un grande presepe napoletano con le statue praticamente a grandezza naturale. Il freddo avvolge la città, congela l’acqua delle fontane, ma c’è il sole e le vetrate delle chiese brillano come fuochi. L’appartamento dove dormiamo è vicino alla raffinata San Rufino, siamo ospiti di un ragazzo italo-giapponese che è uno degli incontri più interessanti di quest’anno. Magari non è la sua storia, ma è uno di quei ragazzi dell’Italia Nuova, quella in cui le razze si mescolano e però assumano la parlata regionale. Sarà un paese interessante, se riusciremo a capire quanto questo possa essere una risorsa.
In questo tempo di Natale, trovo un po’ di tempo per stare dentro Santo Stefano. Delle tante chiese di questa città, ricche e fin troppo visitate, la spartana eleganza di Santo Stefano mi ha sempre affascinato. Vuota e buia eppure accogliente come solo una chiesa romanica sa essere, può essere, è uno dei pochi luoghi dove trovo un po’ di calma

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