Dita corrono veloci a sfiorare tasti; dita che vorrebbero accarezzare capelli, toccare pelle, anziché plastica e metallo.
Nelle nuove piazze nascono i nuovi amori, niente di nuovo, nulla di strano.
I social network, le chat, i forum sono i nuovi luoghi della socialità: ritrovi per milioni di persone, occasione di avvicinamento per menti ed anime che altrimenti resterebbero lontani milioni di miglia.
Luoghi nuovi con regole vecchie, forse solo un po’ adattate ad un contesto diverso. Anche qui è un continuo gioco di sguardi, un rincorrersi di battute salaci o feroci, di galanterie sdolcinate e di spacconate: Rodomonte ed Orlando.
I nuovi Romeo, le nuove Francesca parlano una nuova lingua fatta di punti e parentesi, liberi dall’apparire, liberi di essere chi sono, o chi vorrebbero essere.
Si dice che internet sia il luogo dell’assenza della relazioni, del virtuale, della mancanza di contatto. Pare invece l’esatto contrario.
Un luogo dove dimostrare ciò che si potrebbe essere se solo il mondo ce ne desse l’occasione. Per rinnegare nostro padre, rifiutare il nostro nome, e dimostrare all’altro cosa pensiamo, cosa sappiamo dire quando non siamo troppo impegnati a non apparire – stupidi o brutti, non è poi così importante.
Ecco che la rete, coi suoi infiniti nodi, i suoi mille angoli nascosti, diventa il balcone di Cyrano e quello di Romeo, il teatro di contatti temerari che a volte si trasformano in incontri reali, passionali ed appassionati. Tutto basato sulla parola, rinnovata, riscritta, piegata ad un mezzo che ha proprie regole; ma è parola. Come per Paolo e Francesca, come per Cyrano e Rossana, come per Romeo e Giulietta, come per Tristano ed Isotta.
Come sono simili a queste coppie d’amanti, belli e dannati, quelli che nelle notti illuminate di lampi di led grattano i tasti di un computer o di un cellulare; come sono antichi questi moderni amanti che si rincorrono lungo le onde che animano la rete, che partono per strappare una stella al cielo e poi, per paura del ridicolo, si chinano a raccogliere un fiore.
Innamorati 2.0, così diversi dai chi li ha preceduti da poter a stento scorgere le differenze.


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